I produttori stanno riducendo il numero di varianti per modello, i motori disponibili e le opzioni. In Europa i major sono in grandissime difficoltà e le cause sono disparate.
L’industria delle quattro ruote sta attraversando una fase molto delicata. I clienti hanno l’imbarazzo della scelta ma a prezzi insostenibili. Le nuove generazioni, inoltre, sembrerebbero meno appassionate alle auto o sono semplicemente sprovviste di strumenti finanziari per l’acquisto di modelli che non fanno più sognare. Il mercato italiano delle auto nuove conferma l’andamento degli ultimi mesi. Anche a gennaio 2025 è stato registrato un -5,9%, con 133.692 vetture immatricolate, rispetto alle 142.010 unità dello stesso mese del 2024 (oltre 8.300 targhe perse).
L’Unrae stima una situazione stagnante nel 2025 con 1.550.000 immatricolazioni, circa 9.000 in meno (-0,6%) rispetto al 2024. I dati suddetti dovrebbero indurre le case produttrici ad offrire auto a prezzi inferiori sul mercato ma questo non avviene. Vediamo di analizzare la situazione alla luce delle nuove normative europee. Le nuove regole europee stanno riscrivendo le strategie delle case automobilistiche e anche la storia dell’automobile, creando confusione e prudenza negli acquisti da parte degli utenti. Norme come Euro 6b e la legge CAFE, che puntano a ridurre le emissioni di CO2, stanno spingendo i produttori a rivedere le loro gamme ma non senza effetti collaterali sul mercato europeo.
L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale per l’acquisto di un veicolo nuovo e per quanto concerne la tipologia di motore, le auto a benzina hanno archiviato il mese di gennaio in calo del 3,3%, con una quota del 26,9%, mentre le diesel perdono il 45% dei volumi, scendendo al 9,3% (-6,5%). Le Gpl, a gennaio, si fermano al 10,2% di share (-0,7%), mentre quelle a metano esce completamente di scena. Le ibride salgono di 7 punti, arrivando al 45%: 11,5% le full hybrid e 33,5% le mild. Le EV si portano al 5% nel mese, mezzo punto in meno rispetto a dicembre, ma in crescita rispetto al 2,1% di gennaio 2024. Le plug-in si fermano al 3,6%, dato comunque in crescita rispetto al 2,8% del corrispondente mese 2024.
In Italia, il mercato dell’usato, chiude il 2024 positivamente a + 7,4%, anche a causa di un potere d’ acquisto limitato delle famiglie ed un interesse d’ acquisto per le motorizzazioni tradizionali nel rispetto delle normative di circolazione nei centri urbani. Le case produttrici stanno riducendo il numero di varianti per modello, i motori disponibili e le opzioni. L’obiettivo? Abbassare i costi di produzione al fine di concentrare gli investimenti sull’elettrificazione. Una razionalizzazione programmata che ha poco a che fare con la passione per l’auto. Il cuore cede il passo alla ragione e la crisi è dietro l’angolo.
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