Oggi vi parleremo di una FIAT che non ha mai ottenuto il favore dei clienti, ma che in realtà ha ottenuto un discreto successo. I dettagli.
La storia della FIAT è composta da un elevato numero di modelli, che hanno fatto a loro modo la storia di questo brand. Nella giornata di oggi, vogliamo parlarvi della Duna, così nota in Europa ed in Argentina, che era nota invece come Premio in Brasile, Colombia, Ecuador ed in Venezuela. Si trattava di un modello di Segmento B, che è stata prodotta in Sudamerica dal 1985 al 2000, e che tra il 1987 ed il 1991 fu importata anche in Europa, fino al 1997, per l’esattezza, se si prende in considerazione la versione week-end.
Siamo dunque tornati a tempi ben diversi rispetto a quelli odierni, a quando la casa di Torino era ancora nota per dei modelli, che fossero azzeccati o sbagliati, originali e che solo e soltanto lei produceva, al contrario delle piattaforme condivise con gli altri marchi Stellantis di oggi. La FIAT Duna prese il posto della 128 e fu poi sostituita dalla Siena, ed è un modello di berlina a 3 volumi che ha diviso le folle. Secondo alcuni fu un flop clamoroso a causa di un design tutt’altro che entusiasmante, ma credeteci che non fu così.
Andando a dare un’occhiata alle sue dimensioni, la FIAT Duna ha una lunghezza di 4.037 mm, con larghezza di 1.548 mm ed altezza di 1.445 mm, con il suo assemblaggio che avvenne a Cordoba, in Argentina, ed in Brasile a Betim. Fu disegnata da Giorgetto Giugiaro per il Centro Stile di Torino, ed era in grado di distinguersi rispetto alle rivali per uno spazio interno a bordo che era rapportato agli ingombri esterni, ma anche per comfort e robustezza della carrozzeria. Inoltre, il Cx di 0,34 la rendeva una delle vetture migliori dal punto di vista aerodinamico degli anni Novanta.
La Duna fu un vero e proprio trionfo in Sudamerica, mentre in Europa e soprattutto in Italia, non piacque a livello estetico, a causa di una linea che venne definita sgraziata. I giudizi furono negativi, ma la FIAT Duna, sul fronte delle vendite, fu tutt’altro che un flop, con 55.600 vendite in Italia, nel solo 1987, ed ottimi numeri anche negli anni seguenti in tutto il Vecchio Continente. Dunque, si trattò di un modello che fu in grado di dire la sua alla grandissima nei suoi periodi di attività.
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